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Mattia (Francovich) Vlacich (Matthias Flacius Illyricus) PDF Stampa E-mail
La vita e l’opera

(Albona, 3 marzo 1520 – Francoforte sul Meno, 11 marzo 1575)

Matija (Franković) Vlačić Ilirik Riformatore luterano, teologo, linguista, filosofo e storico della Chiesa, uno tra i più noti albonesi. Trascorse la maggior parte della sua vita in Germania, dapprima come studente e in seguito come professore di teologia, di greco e di ebraico. Dedicò tutta la vita a tenere lezioni, a diffondere e a difendere quello che lui aveva recepito come  insegnamento  originale da Lutero. Ebbe una famiglia numerosa con 18 figli e riuscì a scrivere più di 200 libri, libelli e opere varie. Tra le opere più importanti vanno segnalate la Clavis Scripturae Sacrae (Chiave della Sacra Scrittura), il Catalogus Testium Veritatis (Catalogo dei Testimoni della Verità) e l' Ecclesiastica Historia (Storia della Chiesa, più nota sotto il titolo di Centurie di Magdeburgo, che Flacio preparò con un gruppo di collaboratori. Fu questa la prima storia della Chiesa, scritta da una prospettiva protestante).

«Uomo di decisivo coraggio e invincibile forza e volontà, di vaste conoscenze e rara perspicacia, di ampie vedute e spirito d'iniziativa», Wilhelm Preger, 1878

Mattia (Francovich) Vlacich o Flacio Illirico nacque ad Albona il 3 marzo 1520, quando la città si trovava sotto la dominazione veneta. A sedici anni Flacio abbandonò la città per andare a studiare a Venezia. Baldo Lupetino, suo parente, già provinciale dei frati francescani a Cherso e simpatizzante delle idee riformatrici, convinse il giovane Flacio a continuare gli studi in Germania. In seguito, dopo quattordici anni di carcere a Venezia, Baldo fu affogato come eretico nella laguna veneta. Così Mattia a diciannove anni venne ad  Augusta (Augsburg), città già da tempo importante per la Riforma. Lì, i seguaci di Lutero guidati da Filippo Melantone consegnarono all'imperatore Carlo V la dichiarazione del loro credo (la Confessio Augustana).

Dopo una breve permanenza ad Augusta, sempre nel 1539, Flacio s' iscrisse all'Università di Basilea (Basel), dove studiò il greco e l'ebraico, e allacciò rapporti con intellettuali del luogo, seguaci della Riforma. Da Basilea Flacio si trasferì a Tubinga (Tűbingen), dove continuò gli studi abitando la casa del conterraneo Mattia Grbac Illirico, professore universitario.

Negli anni quaranta del XVI secolo Flacio visse a Vittenberga (Wittenberg), città in cui iniziò la Riforma di Lutero nel 1517. In questa città Flacio si laureò, si sposò e conobbe Lutero, al quale rimase incondizionatamente fedele tutta la vita.

Da Vittenberga Flacio traslocò a Magdeburgo (Magdeburg) dove, sotto la sua guida,   dal 1549 al 1557 fu organizzata apertamente la prima resistenza agli Interim di Augusta e Lipsia (Leipzig); l'Interim imponeva una pace forzata tra i cattolici ed i protestanti. Durante la permanenza a Magdeburgo Flacio cominciò apertamente a contrastare Melantone, criticandolo per aver egli firmato l'Interim e rinfacciandogli la sua posizione remissiva. A Magdeburgo Flacio sviluppò una notevole attività pubblicistica ed editoriale e iniziò a lavorare sul grandioso progetto delle Centurie di Magdeburgo. Vi pubblicò pure tutta una serie di trattati e saggi teologici.

Nel 1557 Flacio fu chiamato a Jena ad assumere all'Università la neocostituita cattedra di teologia ed a ricoprire la carica di sovrintendente delle chiese evangeliche della Turingia. Vi rimase fino il 1561, quando fu licenziato per la disputa sul peccato originale. La tappa seguente della burrascosa vita del Flacio fu Ratisbona (Regensburg), dove egli visse dal 1562 al 1566. Cercò di aprirvi una scuola («semiacademiola») per gli slavi del sud e di trasferirvi la tipografia di Urach, dopo la sua chiusura. Nessuno di questi piani gli riuscì perche la città, su ordine dell'imperatore Massimiliano II, gli ritrattò l'asilo. In seguito, su invito del senato civico di Anversa (Antwerpen), Flacio si portò in questa città per un breve periodo nel quale preparò la confessione per i luterani dei Paesi Bassi. Infine, dal 1567 al 1573 visse a Strasburgo (Strassburg), dove iniziò l'ultima sua grande opera, la Glossa del Nuovo Testamento. Morì a Francoforte sul Meno l'11 marzo 1575.

Nel retaggio di Mattia Flacio le cose di maggior rilievo sono le sue acquisizioni nel campo dell'ermeneutica, le opere di storia ecclesiastica e le opere di teologia.  Nel suo corposo libro Clavis Scripturae Sacrae, Flacio pu il primo a scrivere che ogni verso della Bibbia  dovrebbe essere interpretato prendendo in considerazione l'intenzione a la struttura dell'intero capitolo o del libro. Fissò pure la regola che il significato letterale del testo dovrebbe avere la precedenza rispetto alle spiegazioni allegoriche o metaforiche. Come teologo, Flacio cercò di rimanere fedele a Lutero, al suo convincimento sulla schiavitù del volere umano e sulla conseguente impossibilità di redenzione dell'uomo attraverso le sole sue opere buone. Flacio probabilmente deteneva la maggiore collezione personale di libri del XVI secolo.